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Laguna 29 settembre . ( Chioggia e Pellestrina )

Chioggia:

I veneziani dicono che Chioggia è una piccola Venezia .

I chioggiani dicono che Venezia è una grande Chioggia ed hanno ragione perchè Chioggia fu fondata molto prima . 1500 A.C.

pittoresca la sua fisionomia a  lisca di pesce, nei suoi canali scavalcati da ponti e nelle vie fiancheggiate da edifici veneziani.

A Chioggia visiteremo   :

Il campanile della Torre dell’Orologio della Chiesa di Sant’Andrea  costruito intorno al 1386, in stile romanico.

L’Orologio della torre campanaria nata come faro e torre di avvistamento, è il  più antico al mondo ,
La millenaria Torre dell’orologio consente una visione panoramica stupefacente di Chioggia e la sua storia pare sia legata alla famiglia dei Dondi famosi costruttori di meccanismi del tempo.

Dalla sommità della torre si può vedere e fotografare la laguna .

Altra cosa interessante da vedere li vicino, il mercato del pesce.

Alle ore 11,15  in cima al corso del popolo prenderemo il Bragozzo di Ulisse col quale raggiungeremo l’isola di Pellestrina. 

Arriveremo con il Bragozzo all’ Oasi naturalistica Ca’ Roman, quaranta ettari di spiaggia, macchia e dune selvaggie, dove sono possibili interessanti osservazioni faunistiche.Ci dirigeremo quindi verso l’imbarco  di  Pellestrina dove prenderemo un autobus che ci porterà al lato opposto dell’isola, e di qua torneremo a piedi all’imbarco, dove prenderemo il vaporetto  per   Chioggia.

L’isola è lunga 12 km. , larga 200 / 300  metri,  con calli e campielli.

E’ divisa in 3 borghi: Pellestrina, Portosecco e   San pietro in Volta.

Sull ‘isola è possibile incontrare donne che fanno i famosi merletti,  pescatori che “ciacolano”

e  fare  foto pittoresche . Nel lato laguna  ci sono i centri abitati , dal lato opposto la spiaggia. Nel cento la strada principale. Si consiglia di percorrere il lato laguna  e di godere della tranquillità del luogo esplorando gli angoli nascosti.

Gli orari del traghetto di ritorno sono 16,30 – 17 – 17,30 . 

 Chi ritorna prima può continuare a visitare Chioggia .

L’appuntamento è alle 18 al pullman.   L’arrivo è previsto verso le 22.

 

Buona gita a tutti.

Se volete comunicare con me:

                                                                Cesare 3356273886

 

12-13-14 luglio Abruzzo Parco del Velino-Sirente

Partenza alle ore 5 da via Don Gnocchi

velino pdf

Venerdi 12 luglio: LA SERRA DI CELANO ed il monte Tino: “Un panoramico balcone sul Fucino” – Parco Regionale Velino-Sirente

Per arrivare all’ inizio del sentiero: partendo da  Celano, si imbocca la strada statale n. 5 bis che va verso Ovindoli. Dopo circa 4 Km si trova il bivio per S. Iona e Forme e qui si può parcheggiare l’autobus.

Accanto all’abitazione che si trova di fronte al bivio c’è un cartello stradale sul quale si trova il segnavia iniziale del sentiero n. 11A.

Dettaglio escursione: salita sul Monte Tino (1923 m)

Percorriamo interamente il sentiero 11A che con interessanti tornanti in una verde pineta ci permetterà di guadagnare subito quota. Dopo il sentiero arriviamo alla panoramica cresta che dà sulle Gole di Celano che ci porterà sulla vetta. Il monte Tino è Una montagna di bell’aspetto, che offre interessanti scorci sulla vallata sottostante .Dalla  vetta (1923 mt),potre mo ammirare Celano con il suo castello medioevale, la piana di S. Vittorino, il Sirente, la piana del Fucino ed il Velino. In cima c’è una grande croce di vetta con una campana udibile fino a valle. Il ritorno lo facciamo prendendo il sentiero n. 11b fino a Celano dove ci riprenderà il pullman.

Informazioni:   Difficoltà: escursione adatta a persone mediamente allenate Dislivello: 900 mt   Lunghezza: circa 10-11 km 6 ore circa complessive di escursione

Alternativa più facile: passeggiata libera a Celano dove è possibile visitare il castello omonimo.

Sabato 13 luglio :   Cartore – Lago della Duchessa – Cartore 900 m dislivello circa (per la maggior parte del gruppo)  Escursione media

Il lago della Duchessa è uno splendido bacino d’altura incastonato tra le vette dell’omonima riserva, a 1800 metri di quota. Un luogo magico, importante non solo dal punto di vista paesaggistico e naturalistico: segna, infatti, il confine ideale tra il Lazio e l’Abruzzo, tra le province di Rieti e L’Aquila.  Da un tabellone della Riserva si seguono i segnavia 2B, che si alzano per una carrareccia, e poi deviano a destra per un sentiero, entrando nella profonda e suggestiva Val Fua, che si risale tra fitto bosco e grandi massi. Dove il vallone diventa più ripido, il sentiero si alza a tornanti e poi si sposta sulla sinistra, superando dei passaggi in cui il tracciato è stato scavato nella roccia. Una bella cengia artificiale attrezzata con una catena porta all’inizio (1450 m circa, 1.15 ore) della faggeta della Valle del Cieco. La si risale, sul sentiero che all’inizio è molto ripido e poi diventa più dolce. Usciti dal bosco, si arriva ai rifugi delle Caparnie (1718 m, 0.45 ore) raggiunti dalla strada sterrata che passa per la Val Cesa. Alcune di queste costruzioni vengono utilizzate in estate dai pastori, una è stata ristrutturata dal CAI di Avezzano e dedicata all’alpinista Gigi Panei. Si prosegue per i pascoli delle Caparnie, si scavalca un’ampia sella erbosa (1802 m) e si scende al Lago della Duchessa (1788 m, 0.15 ore), dominato a nord dai pendii sassosi ed erbosi del Monte Morrone e a sud dalle pareti di roccia del Muro Lungo. Il panorama e l’atmosfera serena delle rive del Lago consigliano una lunga sosta. La discesa richiede 1.30 ore fino a Cartore.              850/900 m dilivello 5:30 h circa  Segnaletica bianco-rossa 2B

Variante  impegnativa: Monte velino da Rosciolo  dei Marsi con eventuale anello che passa dal lago e scende a Cartore (per pochi escursionisti ben motivati)

Il sentiero non presenta particolari difficoltà tecniche ma è considerato difficile per il notevole dislivello. Dopo essere partiti dal parcheggio si sale costantemente nel bosco fino ad arrivare al grazioso rifugio Capanna di Sevice. Dal rifugio dopo un’ ora circa si arriva alla Vetta del Velino (2458) da dove si gode una vista incomparabile di tutta la piana di Avezzano.

A questo punto si può decidere in base al tempo e a quanto siamo affaticati come chiudere il giro. Dalla vetta possiamo proseguire verso il monte Bicchero per poi

 arrivare al lago della Duchessa e riscendere a Cartore. Il dislivello complessivo sarà di 1900 m circa e il giro totale diventa circa 22-23 km circa

Altrimenti possiamo rifare lo stesso sentiero dell’ andata, un po’ più corto (circa 20 km) ma con meno dislivello. Oltre 1600 m di dislivello complessivi (o 1900 se si fa il giro completo). 8-9 ore circa

14 luglio escursione turistica:    mattina – Villa Adriana.    Pomeriggio – Tivoli, con possibilità per chi è interessato, di visitare Villa D’este o Villa Gregoriana

Villa Adriana

Villa Adriana fu una residenza imperiale extraurbana fatta realizzare dall’imperatore Adriano (117138) durante la prima metà del II secolo presso Tivoli.

La struttura appare come un ricco complesso di edifici realizzati gradualmente ed estesi su una vasta area, che doveva coprire circa 120 ettari. Nel 1999 Villa Adriana è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

La villa è formata da una serie di edifici collegati fra loro, ciascuno dei quali aveva una precisa funzione: l’edificio con tre esedre, il ninfeo stadio, l’edificio con peschiera, ai quali vanno collegati il quadriportico, le piccole terme, e poi ancora il vestibolo, il padiglione del pretorio.  Nella sua dimora, inoltre, l’imperatore volle riprodurre luoghi e monumenti che lo avevano affascinato durante i suoi innumerevoli viaggi.

Nella villa si possono osservare il Pecile, un enorme giardino, circondato da un porticato con una piscina centrale ed utilizzato per le passeggiate estive ed invernali, il Canopo, un lungo bacino d’acqua ornato da colonne e statue che culmina con un tempio sovrastato da una cupola a spicchi, i resti di due stabilimenti termali: le Grandi Terme e le Piccole Terme. Queste ultime erano dotate di un frigidarium a cielo aperto e di una sala rotonda con cupola a cassettoni ove si aprivano cinque grandi finestre. Decorati con preziosi stucchi, questi edifici erano dedicati alla famiglia imperiale e ai suoi ospiti.

Le Grandi Terme, riservate al personale addetto alla Villa, presentavano un sistema di riscaldamento posto sotto il pavimento e un’imponente sala circolare adibita a sudatio
Degna di nota è la grande copertura a crociera della sala centrale ancora in perfetto equilibrio, nonostante il crollo di uno dei quattro punti di appoggio. Tra i luoghi relativamente ben conservati della vila ci sono l’accademia, lo stadio, il palazzo imperiale, la Sala dei filosofi, il Teatro greco e la Piazza d’oro, una maestosa struttura che aveva funzioni di “rappresentanza” e contemplava un vasto peristilio arricchito da finissimi stucchi. Lo splendido Teatro Marittimo è invece una sorta di isola con un colonnato ionico, circondata da un canale.   Biglietto di ingresso € 10,00

Villa d’Este

Villa d’Este, insieme a Villa Adriana e il Parco di Villa Gregoriana, forma un circuito di straordinario pregio architettonico, artistico, storico e ambientale. Per questo fu inserito tra i Patrimoni Mondiali dell’Umanità dall’UNESCO. Un vero capolavoro del giardino all’italiana, tanto da essere preso come esempio per realizzare altri giardini europei del manierismo e del barocco. Nel parco di Villa d’Este si concentrano un numero considerevole di fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e musiche idrauliche. Tutto questo forma un quadro ricco di dettagli, di scorci e di angoli caratteristici che sono una vera gioia per gli occhi.

La villa è formata da ben 35.000 m2 complessivi di giardini, 250 zampilli, 60 polle d’acqua, 255 cascate, 100 vasche, 50 fontane, 20 esedre e terrazze,  30.000 piante a rotazione stagionale, 150 piante secolari ad alto fusto, 15.000 piante ed alberi ornamentali perenni, 9.000 m2 tra viali, vialetti e rampe.    Biglietto di ingresso € 13,00

Villa Gregoriana

Villa Gregoriana conosciuta anche con il nome di Parco Villa Gregoriana dopo il restauro del 2002 voluto dal FAI, è una delle maggiori aree di valore storico, archeologico e ambientale del Lazio. Si trova a Tivoli, nella valle scoscesa tra la sponda destra dell’Aniene e l’antica acropoli romana. È considerato uno dei più caratteristici esempi di giardino romantico, grazie alle sue peculiarità estetiche e paesaggistiche. Famosa è la Grande Cascata che si può ammirare in alcuni punti panoramici durante la visita.      Biglietto di ingresso € 8,00

ESPERIENZE DI VIAGGI ALLA RICERCA DELL’ AVVENTURA – VENTESIMA EDIZIONE

“ESPERIENZE DI VIAGGI ALLA RICERCA DELL’ AVVENTURA – VENTESIMA EDIZIONE”.

Anche per quest’ anno dopo ben vent’anni si svolgerà la nostra consueta rassegna di annuale di diapositive.

Si tratta di 3 venerdi’  di proiezioni : 10 maggio,   17 maggio e l’ultima il 31 maggio, che si svolgeranno alla Limonaia  della villa Montalvo di Campi Bisenzio dalle ore 21:30 circa con ingresso gratuito. Partecipate numerosi e diffondete la voce.

Programma serate:

– 10 MAGGIO 2019  «In viaggio con i Nenets»  di Antonio Porcelli

 Proiezione di fotografie e racconto di viaggio con immagini molto emozionanti sui pastori di renne Nenets, tribù nomade che vive nella parte più estrema della Siberia

Link informativo di una proiezione passata  

– 17 MAGGIO 2019   “Ritorno alle origini, il mio cammino verso casa” di Angela Piacente

Foto, immagini e presentazione del nuovo libro da parte della nostra amica Angela.Un lungo cammino che parte da San Giorgio a Colonica (Po) fino a Sepino, un piccolo paese del  Molise .

link del libro di Angela

 – 31 MAGGIO 2019   “Armenia”  di Gianfranco Gori

Video-proiezione digitale a cura di Gianfranco Gori di un viaggio in Armenia 

 

Rocca di Ripafratta

Descrizione x Domenica 13 gennaio 2018. Ritrovo ore 6:45 partenza ore 7:00 dalla sede. Lasciate le auto  alla stazione del piccolo nucleo di Ripafratta ci incamminiamo per un sentieretto che conduce alla Torre Niccolai (non visitabile) proseguendo poi al piede settentrionale del selvatico monte Maggiore, di li a poco all’Eremo di Rupecava , detto anche Lupo Cavo o – con nome precedente – Santa Maria ad Martires.
Il luogo
Sorto intorno a una serie di grotte naturali, la più grande della quali è detta Grotta della Goccia, per via di uno stillicidio d’acqua che si credeva curativa. L’eremo originario si arricchì ben presto della chiesa di Santa Maria, che conserva ancora stralci di affreschi del XVI secolo, e di due costruzioni monastiche. Si dice che si sia soffermato in questo luogo anche Sant’Agostino nel 392.
Per buona strada sterrata si perviene al colle Della Romagna dove un sacrario ricorda le 69 vittime che nella tragica notte del 6 e 7 agosto 1944 un’orda barbarica della S.S, Tedesca seminava il terrore e la morte.
Continueremo lungo il percorso sul Monte Pisano riprendendo a sinistra un altro sentieretto per terminare l’anello arrivando prima a Torre Centino e incrociando il percorso di prima raggiungiamo la maestosa Rocca di Ripafratta che si lascia avvicinare con una buona dose di coraggio stante l’abbandono in cui si trova il castello. Infine si riprende il sentiero che riporta al borgo di Ripafratta all’altezza della chiesa di S. Bartolomeo.

Presentazione Programma 2019

Volevamo informarvi che venerdì 4 gennaio 2019 alle 21:30 circa, presso la Limonaia di Villa Montalvo a Campi Bisenzio ci sarà la festa di inaugurazione del programma 2019 del nostro gruppo. Per l’occasione ci sarà un piccolo rinfresco ed una presentazione multimediale di foto del 2018 con musica rock di sottofondo e contenuti ironici sulla nostra vita associativa. Partecipate numerosi e diffondete la notizia.
Grazie,
In attesa di un vostro riscontro, vogliate gradire le mie più sentite cordialità.

ASSEMBLEA RINNOVO CONSIGLIO DIRETTIVO AVVENTURA TREKKING

VENERDI’ 23/11/2018 A PARTIRE DALLE 21:45 PRESSO LA SEDE IN VIA MATTEUCCI 11 A CAMPI BISENZIO, PIU’ PRECISAMENTE NEL LOCALE AL PIANO SUPERIORE A QUELLO  DEI CONSUETI RITROVI DI TUTTI I MERCOLEDI’, SI SVOLGERA’ L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI AVVENTURA TREKKING PER IL RINNOVO DEI MEMBRI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO.

SI CHIEDE LA PARTECIPAZIONE NUMEROSA ED ATTIVA DI TUTTI I SOCI ISCRITTI ALLA FEDERAZIONE ITALIANA ESCURSIONISTI CHE INTENDONO RINNOVARE LA TESSERA DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE E DI COLORO CHE VORRANNO ISCRIVERSI PER LA PRIMA VOLTA PERCHE’ SI ANNUNCIANO IMPORTANTI NOVITA’ ORGANIZZATIVE OLTRE A TRACCIARE UN BILANCIO DEL BIENNIO TRASCORSO ANTICIPANDO IL PROGRAMA DEL PROSSIMO BIENNNIO.

CI VEDIAMO VENERDI’ 23/11/18 DUNQUE.

UN SALUTO A TUTTI.

Tre Cime di Lavaredo 15/16 Settembre 2018

DOLOMITI DI SESTO

Anello dei tre rifugi dalla Val Fiscalina

scarica pdf: dolom

 E’ una classicissima, questa escursione ad anello nel cuore delle Dolomiti di Sesto: incontreremo tre dei più noti rifugi della zona e avremo il piacere di camminare ad alta quota tra le più famose vette del gruppo. La partenza è dalla Val Fiscalina, raggiungibile da Moso . Lasciato il pullman, ci si incammina lungo la pista che attraversa il Piano Fiscalino, invasa da ghiaie e mughi (segnavia 102-103). Oltrepassato il rifugio a Fondo Valle (m 1533) ci si inoltra per poco nella val Sassovecchio ma la si abbandona quasi subito presso il bivio principale della nostra escursione. Qui si lascia a destra il 102 (dal quale scenderemo) per prendere invece a sinistra il segnavia 103 che, in diagonale, ci porta a tagliare alcune lingue di ghiaia mirando alla base delle pareti di Cima Una. Oltrepassato un pulpito con radi larici, il sentiero riprende il solco della val Fiscalina tenendosi alto sopra il fondovalle. In moderata salita, rimanendo alla base delle pareti, si percorre questo panoramico. Con alcune ultime svolte, in bella visuale sulla Croda dei Toni e su forcella Giralba, il sentiero arriva al ripiano del rifugio Zsigmondy Comici (m 2224), importante crocevia di direzioni. Oggi meta della nostra escursione. Disl. 800 mt circa , con una lunghezza di circa 6 Km.

L’escursione prosegue il giorno seguente sul segnavia 101 che in forma di larga mulattiera sale su terreno via via più dolomitico fino al valico di passo Fiscalino (m 2519). La sella è chiusa a meridione da uno sperone roccioso fortificato al quale si può accedere tramite una lunga scalinata scavata nella roccia. Dal passo, con un caratteristico passaggio sopra una aerea cengia, ci si porta in breve alla seconda meta: il rifugio Pian di Cengia (m 2528), affollato e frequentato punto di transito. Tra le tante deviazioni possibili in questo paesaggio dominato dalle vestigia della Grande Guerra, si puo’(facoltativo, percorso non alla portata di tutti gli escursionisti) raggiungere la Cima di Mezzo, formidabile pulpito nel gruppo delle Crode Fiscaline. Con un dislivello di poco più di un centinaio di metri, tra imponenti resti di trincee, si guadagna facilmente la croce di vetta (m 2677), affacciata sugli strapiombi settentrionali. E’ il punto ideale per una sosta grazie anche al panorama eccezionale sulle Dolomiti di Sesto. Ritornati al rifugio, proseguiamo sul 101 traversando in direzione della forcella Pian di Cengia (m 2522) sotto lo sguardo della Croda dei Toni. Dalla forcella la vista si apre sulla conca dei Piani con il rifugio Locatelli e il primo dei laghi che occupano l’Alpe. Il nostro sentiero scende nel catino sottostante iniziando poi a traversare le pendici del monte Paterno, ricoperte di fine detrito. Dopo essere passati sotto i curiosi pinnacoli che si trovano sulla cresta soprastante si arriva anche alla forcella di Toblin ed al rifugio Locatelli (m 2405) dove ci attende la celebrata visione delle Tre Cime. La vista sulle dolomiti circostanti è splendida, al prezzo però del via vai che si alterna incessante da ogni direzione.. Purtroppo non ci si può fermare molto: l’escursione è abbastanza lunga e ci attende ancora la discesa in val Sassovecchio e di seguito lo stradello del Piano Fiscalino fino al parcheggio del pullman.  Disl 437 mt in salita e 1207 in discesa.

Per un totale di 12 Km circa.