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Rocca di Ripafratta

Descrizione x Domenica 13 gennaio 2018. Ritrovo ore 6:45 partenza ore 7:00 dalla sede. Lasciate le auto  alla stazione del piccolo nucleo di Ripafratta ci incamminiamo per un sentieretto che conduce alla Torre Niccolai (non visitabile) proseguendo poi al piede settentrionale del selvatico monte Maggiore, di li a poco all’Eremo di Rupecava , detto anche Lupo Cavo o – con nome precedente – Santa Maria ad Martires.
Il luogo
Sorto intorno a una serie di grotte naturali, la più grande della quali è detta Grotta della Goccia, per via di uno stillicidio d’acqua che si credeva curativa. L’eremo originario si arricchì ben presto della chiesa di Santa Maria, che conserva ancora stralci di affreschi del XVI secolo, e di due costruzioni monastiche. Si dice che si sia soffermato in questo luogo anche Sant’Agostino nel 392.
Per buona strada sterrata si perviene al colle Della Romagna dove un sacrario ricorda le 69 vittime che nella tragica notte del 6 e 7 agosto 1944 un’orda barbarica della S.S, Tedesca seminava il terrore e la morte.
Continueremo lungo il percorso sul Monte Pisano riprendendo a sinistra un altro sentieretto per terminare l’anello arrivando prima a Torre Centino e incrociando il percorso di prima raggiungiamo la maestosa Rocca di Ripafratta che si lascia avvicinare con una buona dose di coraggio stante l’abbandono in cui si trova il castello. Infine si riprende il sentiero che riporta al borgo di Ripafratta all’altezza della chiesa di S. Bartolomeo.

Croazia 28 29 30 aprile e 1 maggio

Croazia: le Isole Quarnerine – 28/29/30 aprile – 1 maggio 2018

 

Appartenenti alla regione litoraneo-montana della Croazia, sono situate nel golfo del Quarnaro, tra i due bracci di mare noti come Quarnaro (propriamente detto) e Quarnarolo. Da un punto di vista geografico sono parte integrante della Dalmazia. Tuttavia in passato alcune di esse (Cherso, Lussino e talora anche Veglia) sono state associate all’Istria.

 

 

Gruppi:

 

A – chi non cammina

B  – camminatori medi

C  – camminatori

 

La scelta può variare da un giorno ad un altro.

 

Gli orari e i percorsi si intendono sempre salvo diversa indicazione fornita dagli organizzatori.

 

AVVERTENZE PER TUTTI:

  • portare un documento valido per l’estero,
  • la carta sanitaria,
  • un cappello per sole e durante le camminate acqua in abbondanza,
  • e ovviamente le scarpe da trekking.
  • La Croazia non ha adottato l’euro, per cui è probabile che soprattutto gli esercizi commerciali più piccoli non lo accettino. Vedremo sul posto se e come procedere al cambio monetario.
  • I due alberghi che ci ospiteranno sono disponibili a prepararci dei panini per il pranzo. Prenderemo le prenotazioni durante il soggiorno. Il pagamento è in contanti.

 

Sabato 28 Aprile 2018 – Isola di Cres

 

Ritrovo al parcheggio di via Don Gnocchi a Campi Bisenzio alle h.4.45  e partenza con pullman alle h.5.00. Arrivo previsto a Golovik verso le h.13:00/13:30, traffico permettendo.

 

I camminatori (gruppi B e C) percorrono circa 10 km di una facile strada forestale per arrivare all’imbarco del traghetto a Brestowa. Tempo previsto per la camminata 3 ore circa.

 

ATTENZIONE:

  • è necessario indossare le scarpe da trekking all’arrivo a Golovik e potremo cambiarci solo dopo il traghetto.
  • è necessario portare un pranzo al sacco.

 

Chi non ha intenzione di camminare (gruppo A) prosegue con il pullman e aspetta l’imbarco dello stesso a Brestowa. L’attesa potrebbe essere lunga.

 

Il traghetto ci porta a Porozina, la durata del viaggio in nave è di circa 20 minuti.                         Si prevede l’arrivo a Cres intorno alle 18,30.

 

 

Cres (Cherso in italiano) è una delle isole dell’arcipelago del Quarnero, a pochi chilometri di distanza dall’Istria e il suo capoluogo è la città di Cherso. In seguito alla dominazione Romana, Gota e Bizantina, l’isola fu a lungo contesa tra la Repubblica di Venezia ed i vicini Regni di Croazia e Ungheria, finché nel tardo Medioevo Venezia se ne impossessò definitivamente. Dopo il trattato di Campoformio (1797) Cherso passò dalla Repubblica di Venezia all’Impero Asburgico. Con la fine della prima guerra mondiale fu assegnata con l’Istria e l’isola di Lussino all’Italia (1919). Nel 1947 fu ceduta alla Jugoslavia per poi entrare a far parte della Croazia.

Negli ultimi anni l’isola si è affermata quale importante centro turistico dell’Adriatico orientale.

Cherso conserva parti dell’antica cinta muraria, nonché numerosi palazzi risalenti al dominio veneziano. Degni di nota sono una porta col leone marciano, la torre dell’orologio e la loggia, di foggia rinascimentale. Cherso diede anche i natali al filosofo Francesco Patrizio, la cui casa è oggi un museo a lui dedicato.

 

Domenica 29 Aprile 2018 – giornata top!! – Isola di Lussino

Ritrovo all’entrata dell’albergo alle ore 9.00. Zaini in spalla e scarpe da trekking indossate e si parte con il pullman.

 

Il gruppo A va direttamente con il pullman a Nerezine e visita il paese. Qui aspetta il gruppo B e va a prendere il gruppo C  a Ćunski.

 

I camminatori (gruppo B e C) scendono dal pullman a Osor (Ossero), al ponte mobile.

 

Il gruppo B lungo un percorso di circa 8 km più o meno in 4 ore raggiunge Sveti Gaudent e prosegue per  Neresine, passando per il sentiero di cresta.

Il gruppo C prosegue sul sentiero di cresta fino a Ćunski in circa 6 ore complessive.

Entrambi i percorsi sono di impegno medio, e di dislivello circa 600m.

 

Se i tempi lo permetteranno, dopo che i gruppi si saranno ricongiunti valuteremo la visita al paese di Lussino.

 

Lussino (in croato Lošinj) è un’isola situata nella parte meridionale dell’arcipelago del Quarnero.            I principali centri abitati dell’isola sono (da nord a sud: Neresine (Nerezine), San Giacomo di Neresine (Sveti Jakov), Chiusi Lussignano (Ćunski), Artatore (Artatore o Artaturi), Lussinpiccolo (Mali Lošinj), Lussingrande (Veli Lošinj) e Rovensca (Rovenska).

I nomi di Lussingrande e Lussinpiccolo non debbono trarre in inganno: il primo (il più antico) è un centro minore per dimensione ed importanza rispetto al secondo (di più recente fondazione ma di maggior sviluppo, capoluogo dell’isola).

 

Un’unica strada carrozzabile percorre l’isola per tutta la lunghezza. L’isola di Lussino è collegata a nord con quella di Cherso (Cres) da un ponte girevole sul canale della Cavanella (scavato in epoca romana, quando le due isole erano collegate da una sottile e minuscola lingua di terra); appena al di là del ponte si trova il borgo di Ossero (Osor). Da qui la strada prosegue attraverso l’isola di Cherso fino all’omonima città dove si biforca in direzione di Faresina (Porozina) e di Smergo (Merag), attracco delle due linee di traghetti di collegamento alla terraferma.

 

Neresine è un insediamento di Lussinpiccolo. Sotto l’Austria era una frazione di Ossero, dal 1924 e fino al 1947 era un comune autonomo della provincia di Pola, con l’annessione alla Jugoslavia nel 1947 fu unito al comune di Lussinpiccolo.

 

Chiusi Lussignano (in croato Ćunski) è un insediamento situato nel comune di Lussinpiccolo. Si trova sul versante meridionale di una collina con vista sulle coste occidentali del Quarnaro.

 

L’unico rifugio alpino dell’arcipelago è il Planinarska Kuća Sv. Gaudent (Rifugio Alpino San Gaudenzio) sul Monte Ossero-Osoršćica, la principale elevazione dell’isola di Cherso-Lussino (Cres- Lošinj). E’ ricavato da un ex osservatorio militare della marina italiana (negli anni fra ledue guerre l’isola faceva parte del Regno d’Italia, a differenza della dirimpettaia Veglia/Krk che apparteneva al Regno di Jugoslavija).  Il rifugio è gestito dalla sezione locale del club alpino croato. Si trova a 274 metri di quota lungo la dorsale del monte Ossero il cui punto più elevato si chiama cima Televrin (m 588). Si raggiunge da Ossero-Osor partendo dal campeggio presso il ponte sul canale. Il sentiero è tracciato nella macchia mediterranea ed è piuttosto lungo. Luce, aria, aromi e colori decisamente meridionali ci accompagnano mentre la vista s’allarga all’intero arcipelago. Dal rifugio in un’altra ora si sale a Cima Televrin (m 588).  Il percorso classico è ad anello da Osor al rifugio e alla cima Televrin con successiva discesa a  Neresine/Nerezine e rientro ad Osor lungo la strada (due o tre chilometri di asfalto).  Un punto di riferimento visibile da lontano è il traliccio radio posto 20 minuti a sud di cima Televrin lungo il percorso ad anello che scende al paese di Nerezine.

 

 

Lunedi 30 aprile 2018 – Isola di Cres e Isola di Krk

 

Partenza dall’albergo alle ore 9.00, dopo aver caricato sul pullman il bagaglio.

Ci dirigiamo a Valun, pittoresco paesino di pescatori: il gruppo A ci arriva con il pullman, mentre i camminatori (gruppo B e C) seguono la strada di accesso dei mezzi antincendio e raggiungono il paesino a piedi. Una leggera passeggiata di circa 3 ore e mezzo per sentieri pietrosi attraverso oliveti permetterà di raggiungere cala Nedomišlje. Arrivo previsto alle ore 13.00. Chi vuole può pranzare in un ristorante del paese.

Chi vuol proseguire la camminata (gruppo C) può raggiungere la località di Pernat, percorrendo circa 6km per poi ritornare poi indietro a Valun (12 km in totale) dove tutti insieme ripartiremo in pullman per arrivare a Merag a prendere il traghetto per l’isola di Krk.

ATTENZIONE: è necessario essere a Valun per proseguire per prendere il traghetto al massimo alle ore 16.00.

Pernottamento a Punat, arrivo verso le ore 18.30.

Valun si trova nella parte meridionale di una bella baia racchiusa tra due spiagge di ciottoli, che dista 16km dal capoluogo dell’isola, Cres. E’ collegata da una fitta rete di sentieri agli altri paesi del promontorio, ma anche al Lago Vrana, fenomeno naturale di importanza vitale per l’isola (unica fonte di acqua dolce delle isole Cres e Lussino).

E’ un paese piccolo, pittoresco e originariamente era il porto del vicino villaggio di Bucev, i cui resti si trovano vicino alla chiesa di San Marco, sul colle che sovrasta lattuale Valun. Un tempo San Marco era la chiesa parrocchiale di Valun (XI sec.). Ha un portico con colonne mirate e al suo interno si trova il monumento sepolcrale del figlio di Filippo Vidic che fece costruire la nuova chiesa parrocchiale di Valun nel 1851. Questultima è dedicata alla Madonna del Rosario e sui muri della sagrestia si trova una copia della tavola di Valun, tavola incisa in glagolitico. Valun oggi è un piccolo villaggio pittoresco raccolto attorno al minuscolo porto dove non è consentito l’accesso alle auto. E’ famoso per i suoi scampi.

 

Punat (Ponte) si trova nella parte sud-occidentale dell’isola di KrK (Veglia).

Il centro storico è caratterizzato da viuzze strette, dette calli sulle quali si affacciano delle piccole case in pietra. Nella città vi sono il convento delle Carmelitane, le chiesa della Santissima Trinità, di San Pietro, di Sant’Andrea, di San Giorgio e le cappelle di San Nicola e di San Rocco. Molto caratteristica è una località chiamata Tre Croci per la presenza di tre croci che si trova lungo un percorso pedonale dove nel periodo pasquale viene svolta una Via Crucis.

 

 

 

1 maggio 2018  – Isola di Krk

 

Dopo la colazione, carichiamo i bagagli sul pulman e partiamo con esso alle 8.30.

 

Il gruppo A visita il paese di Bescanuova.Tempo libero fino alla partenza per casa.

 

I camminatori da Bescanuova si dirigono verso il  kanjon Vrženica.

Attraversato il Kanjon ad un bivio il gruppo B percorre un anello e torna a Bescanuova in circa 3 ore e mezza (9 km) e potrà quindi pranzare in paese.

Chi prosegue la camminata (gruppo C), al bivio prosegue per Vela Luka e da qui torna indietro sullo stesso sentiero per Bescanuova. Il percorso totale è di circa 13 km e 5 ore circa. Il gruppo C deve avere il pranzo al sacco. E’ importante che raggiunto il bivio si valuti il tempo impiegato per decidere il da farsi.

 

PER TUTTI: è necessario ritrovarsi al pullman alle ore 16, per partire per il viaggio di ritorno.

 

Arrivo previsto, traffico del primo maggio permettendo, alle ore 24.00.

 

 

Bescanuova (Baska) è un insediamento romano. Nel 1380 i Veneziani la bruciarono nel corso di una battaglia e nel 1525 nacque nuovamente sul bordo del mare, dove ancora oggi si possono notare le file di case, ben conservate, con le facciate collegate l’una all’altra.

 

Vela Luka è una delle spiagge tra le più conosciute e apprezzate dell’ isola di Krk. L’acqua cristallina di questa profonda caletta è irresistibile, e proprio per questa ragione attira molte persone. Rimane comunque poco affollata dal momento che non è facilmente raggiungibile: infatti, non può essere raggiunta in auto, bensì solo a piedi (con una passeggiata di 4 o 6 km tra le montagne) o con taxi-boat (che partono dal porto di Baška e raggiungono Vela Luka in circa 10 minuti per poche kune).

 

La vicina spiaggia Mala Luka è una delle meno conosciute e frequentate, nonostante sia una delle più belle. Il fatto di essere un po’ isolata e difficile da raggiungere contribuisce sicuramente a renderla una perla selvaggia. L’acqua rimane bassa per molti metri, fresca e cristallina, circondata da vasti spazi di sassi, ghiaia, terra ed erba.

Lago d’Orta, Verbania – 7/8 aprile

 

Sabato 7 Aprile 2018

Partenza prevista da via Don Gnocchi a Campi Bisenzio: ritrovo h.5.15 PARTENZA con pullman alle H.5.30 ed arrivo previsto a Baveno verso h.11:30/12:00 dove il pulmann ci lascia per riprenderci a fine giornata attorno al massimo alle 18:00 e portarci a Pettenasco all’Hotel Il Giardinetto.

Breve descrizione di Baveno: di antica origine documentata a partire dal X secolo, e’ una delle mete turistiche del lago. Tra i suoi monumenti due importanti edifici: la Parrocchiale del Santi Gervaso e Protaso dell’XI-XII secolo, rimaneggiata nel sei-settecento, con campanile romanico e battistero ottagonale, anch’esso ristrutturato nell’XVII-XVIII secolo, la cittadina vanta ospiti illustri: da Lord Byron a Lamartine, dalla Zarina Alessandra alla regina Vittoria d’Inghilterra, da Wagner a Umberto Giordano (che compose l’opera Fedora nella villa omonima) e infine Churchill che ritrasse in alcuni acquerelli la Parrocchiale. Baveno e’ inoltre famosa per le cave di granito rosa, aperte sulle pendici del Monte Camoscio (890 metri) alle spalle della cittadina, da cui sgorgano anche le sorgenti di acque oligominerali, dette “Fonti di Baveno”.

Dal parcheggio del pullman ci si divide.

Opzione A: Per chi è interessato a fare ferrata è obbligatorio portarsi l’attrezzatura adeguata. Chi né è in possesso potrà andare a cercarsi il sentiero M3 per eseguire la ferrata denominata Picasass partendo dalla località Tranquilla al campeggio raggiungendo l’attacco della ferrata classificata come poco difficile e tornare seguendo il sentiero M3 per poi aspettare il pullman nella piazza dove li aveva lasciati. Obbligatorio pranzo a sacco e scorta d’acqua.

Opzione B: Chi vuole invece rilassarsi con semplici passeggiate e visite ai siti ad attrazione turistica può organizzarsi in autonomia e prendere il traghetto di linea della Navigazione Laghi del Lago maggiore, allo scalo di Baveno in Piazza 4 Novembre a dieci minuti dal parcheggio, tenendo presente che il punto di partenza dove ci lascia il pulmann coinciderà con il punto di ritrovo alle ore 18:00, salvo diversa indicazione che potrà essere annunciata dai responsabili della gita sul pullmann la mattina stessa durante il tragitto. Non è prevista l’aggregazione in un unico gruppo anche perché gli orari di partenza dei traghetti sono frequenti e ci sono tante possibili combinazioni, per cui si è preferito lasciare la libertà ad ognuno di muoversi come crede meglio. Inoltre il primo giorno non avremo la guida con noi perché i siti come il Palazzo Borromeo sono dotati di guide che accompagnano i visitatori. Per chi sceglie questa opzione non è obbligatorio il pranzo a sacco viste le notevoli opportunità che i luoghi offrono (alcuni traghetti hanno il risotrante a bordo). Segnaliamo solo alcune delle numerosi combinazioni di tragitti e siti che si possono raggiungere:

–          L’isola Bella la più fascinosa. Si raggiunge in 15 minuti da Baveno e i traghetti ci sono ogni 45 minuti/ora. Trasformata da scoglio a giardino fiorito oggi l’isola appare come un vascello che fluttua sulle azzurre acque del lago Maggiore così come nell’intento del suo fondatore Vitaliano VI Borromeo. Nel Giardino si alternano statue e decori architettonici a geometrie e preziosità botaniche. I fidati giardinieri potano, concimano, sperimentano, preservando questo luogo d’incanto dallo scorrere del tempo. Alle porte del giardino un grande canforo da quasi duecento anni accoglie i visitatori che varcato il grande cancello trovano dinanzi a se lo splendore dell’Anfiteatro che scenograficamente occupa la parte centrale dell’isola. Il giardino all’italiana di gusto barocco si sviluppa su parterres e terrazze poste ad altezze differenti ed alterna statue, obelischi, scalinate e balaustre in pietra che creano un impianto scenografico pensato per simboleggiare la potenza della nobile casata. Il palazzo Borromeo dell’isola Bella è uno scrigno dell’arte barocca sospeso sull’acqua. Attraverserete saloni elegantemente arredati con splendidi affacci sul lago, attorno a voi tele di noti artisti, mobili di gran pregio, marmi, stucchi neoclassici, sculture antiche, armature e arazzi fiamminghi d’oro e di seta.

–          L’isola Madre Si raggiunge in 25 minuti da Isola Bella e i traghetti ci sono ogni ora circa. Con le sue collezioni botaniche, è la più grande delle isole del Verbano e la vegetazione rigogliosa si estende sulla maggior parte della sua superficie e dalla massa squadrata del palazzo, costruito sulla sponda meridionale e sul punto più elevato dell’isola. Alla lussureggiante natura del giardino si affiancano l’antico palazzo, al cui interno si conservano prestigiosi arredi di Casa Borromeo, e la cappella di Famiglia con la bella facciata decorata da pannelli in terracotta. L’isola Madre ha un giardino botanico unico per le essenze vegetali rare ed originarie di ogni parte del mondo qui conservate. Questo parco all’inglese regala viali ombreggiati dove passeggiare e splendidi cannocchiali verso il lago dove ammirare il panorama; tra i pendii verdi viene offerta al botanico un’ampia materia di studio e al turista fioriture continue ed esuberanti frutto del lavoro di mani sapienti. Il palazzo dell’isola Madre, aperto al pubblico nel 1978, è allestito con preziosi arredi provenienti da varie dimore della Famiglia Borromeo che restituiscono un suggestivo itinerario attraverso ambienti che ricalcano lo stile di vita del XVI e XVII secolo. Di particolare bellezza il salotto veneziano con le pareti decorate a trompe l’oeil che ricordano quelle di un gazebo fiorito. Imperdibile la sezione dedicata ai teatrini delle marionette di casa Borromeo, le cui rappresentazioni, essenzialmente destinate all’intrattenimento ed allo svago, coinvolsero dalla metà del XVII secolo in poi, i membri della famiglia, gli amici e la stessa servitù. Dalle grandi finestre al piano nobile infine l’affaccio sul golfo Borromeo con l’isola Bella e l’isola Pescatori è così armonioso da far indugiare l’occhio di fronte tanta bellezza.

–          L’isola Superiore dei Pescatori. Si raggiunge in 20 minuti da Isola Madre e i traghetti ci sono ogni mezzora circa. Unica tra le isole ad essere abitata durante tutti i mesi dell’anno, ospita un piccolo villaggio di cinquanta abitanti caratterizzato da una piazzetta racchiusa da vicoli stretti e sinuosi che conducono alla passeggiata sulla punta settentrionale dell’isola. Caratteristiche sono le case a più piani sorte per sfruttare al meglio il poco spazio a disposizione: sono quasi tutte dotate di lunghi balconi indispensabili per essiccare il pesce. Come indicato chiaramente dal nome, l’attività della pesca è ancora assai praticata, ed è possibile gustarne i freschissimi frutti in una delle numerose trattorie con vista lago. La Chiesa parrocchiale è dedicata a San Vittore. Caratteristico il piccolo mercatino che vende oggetti d’artigianato locale e richiama numerosi turisti.

–          La Rocca di Angera. E’ la più lontgana da raggiungere e da Baveno ci vogliono 2:15 e non sono frequenti i traghetti.  si erge maestosa su uno sperone di roccia che domina la sponda meridionale del Lago Maggiore. Al suo interno, un coinvolgente percorso conduce alla scoperta delle imponenti Sale Storiche, impreziosite dal recente allestimento della Sala delle Maioliche, una straordinaria collezione composta da trecento rarissimi pezzi. Il Museo della Bambola e del Giocattolo, il più grande d’Europa, è un tuffo nel passato della storia della bambola e del gioco attraverso l’evoluzione dei materiali, i comportamenti socio-educativi e i legami con arte, costume e moda di ieri e oggi. A fare da cornice è il ricercato Giardino Medievale, ricco di significati simbolici, realizzato a seguito di accurati studi su codici, documenti d’epoca e immagini su manoscritti miniati

Informazioni  su http://www.navigazionelaghi.it/ita/m_orari.asp

 

Calcolate bene i tempi e gli orari di ritorno perché il pulmann ci aspetta tutti (opzione A e B) fino alle 18:00 poi parte per destinazione Pettenasco dove l’abergo Il Giardinetto ci aspetta per il pernottamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenica 8 Aprile 2018.

Nato dal Ghiacciaio del Sempione, il Lago d’Orta è una meta di grande fascino del territorio piemontese per lo spettacolare scenario naturale, ma anche per i romantici borghi e le diverse testimonianze artistiche che lo costellano.

Opzione A: Chi vuole subito sgranchirsi le gambe si sveglia per la colazione dalle 7:00, e si ritrova sul parcheggio dell’albergo alle 8:30 con i bagagli già caricati sul pullman. Sarà possibile ordinare i panini la sera prima all’albergo. Zaini in spalla e scarpe da trekking indossate si parte per un tragitto di 12 km in 6 ore dei quali gli ultimi 2/3 su asfalto. Da Pettenasco salita a Pratolungo e al Monte Barro e rientro ripassando da Pratolungo per vedere la curiosa casa sull’albero in località Cà Felicina. Arrivo ad Orta e liberi fino alle 18:00 al punto di ritrovo con il pullman.

Opzione B: Chi vuole continuare a rilassarsi si sveglia per la colazione h.7.00 ed aspetta dai capigruppo le indicazioni sui due possibili scenari proposti di seguito: o carica i bagagli sul pullman entro le 8:30 ma aspetta il traghetto dall’albergo alle H.9.30 (se confermato) oppure carica i bagagli sul pullman sempre entro le 8:30 e vi sale sopra. Entrambe le soluzioni portano ad Orta dove ci aspetta la guida Orietta che ci farà conoscere tutta la bellezza di questo specchio d’acqua alpino concentrandosi su Orta San Giulio e visitare il Sacro Monte d’Orta dedicato a San Francesco ed Isola San Giulio e possibilmente Pella.

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Si riparte dal parcheggio di Orta che indicheranno i capigruppo alle ore 18:00 e l’arrivo previsto a Campi Bisenzio sarà per le ore 24:00.

Buona camminata.

11/03/2018 – Anello Populonia – Golfo Baratti per il Sentiero dei Cavalleggeri

FINALEdepliant-itinerari-promontorio DESCRIZIONE
Da loc. Reciso, non lontano dal paese di Populonia, prendiamo la strada sterrata, sicuramente una via tagliafuoco, contrassegnata come sentiero n. 300 ,seguendo il crinale che attraversa tutto il promontorio fino a Cala Moresca. Lungo strada troviamo la chiesina di San Quirico (resti), poco dopo il bivio sulla destra che porta al monastero medioevale (resti). Noi continuiamo a diritto. Dopo aver toccato il culmine scendiamo e poco prima di Salivoli un punto panoramico ci fà vedere tutto il golfo di Piombino. Noi continuiamo a diritto fino ad arrivare a un altro bivio sulla destra sempre sentiero 300 che seguiamo fino alla Cala Moresca (da Reciso h.2.00). Da qui inizia e seguiamo il mitico sentiero dei Cavalleggeri segnavia n.302 che, con continui saliscendi attraversa nuovamente il promontorio lato mare. Il sentiero prima largo poi sempre più stretto, si immerge nelle più svariate piante di macchia mediterranea. La cartellonistica informativa, ben fatta, ci aiuta con foto a riconoscere le varie piante (fino al fosso alle Canne siamo sul percorso botanico). La prima località che troviamo è fosso alle Canne poi a un bivio sulla sinistra seguiamo il segnavia 302 che in 30 minuti di ripida discesa ci porta alla Cala San Quirico. Al bivio successivo continuiamo a diritto sentiero 302 per la Buca delle Fate***** scogliera e panorama da sogno, cinque stelle, nome appropriato. A destra un sentiero riporterebbe a Reciso in circa 20 minuti col sentiero 301 (per chi vuole accorciare il percorso – circa h 4,00). Dopo aver fatto alcuni saliscendi arriviamo a Baratti. Dopo una sosta, ripartiamo in salita per asfalto fino a ritrovare il posteggio loc. Reciso (tempo totale h 6,00).
P.S. per chi sceglie di accorciare il percorso una volta ritornati a Reciso ci sono 3 possibilità, per attendere il ricongiungimento con gli altri, andare al Parco Archeologico di Baratti e Populonia (costo biglietto € 9,00, visitare l’Acropoli di Populonia oppure scendere al Golfo di Baratti.

Orario di ritrovo al parcheggio Don Gnocchi Domenica 11 marzo ore 6:45 partenza ore 7:00

22 Ottobre – Raduno Fie

22 ottobre 2017, domenica ritrovo ore 7:00 in sede oppure direttamente alle ore 8:00 al parcheggio in via Belmonte Ponte a Niccheri dove il servizio navetta ci trasporterà al punto di partenza del sentiero al Bigallo

– Bigallo, Fonte Santa, Grassina, Ponte a Niccheri
Ritrovo: ore 8:30 al Bigallo, via Bigallo e Apparita (N 43°44’17.7’’ E 11°20’56.4’’)
Partenza: ore 9:00 Lunghezza: 20,20 km Dislivello: 630 m in salita e 780 m in discesa
Tempo di percorrenza: 6:30 ore circa Difficoltà: E
Pranzo: ristoro presso la casina di Fonte Santa a cura degli organizzatori (si prega di rifornirsi di acqua)
L’escursione terminerà a Ponte a Niccheri, via Belmonte (N 43°43’54.3’’ E 11°18’01.7’’) e saranno trasportati al punto di partenza (località Bigallo) con servizio di navetta.
Al parcheggio in via Belmonte a Ponte a Niccheri nel
pomeriggio termina l’escursione della domenica.

8 Ottobre – Anello di Vertine (Chianti)

Insieme agli amici di Reggio Emilia percorriamo un percorso tipico del Chianti, che rimane fra i paesi di Radda e Gaiole. Con un saliscendi continuo tra vigneti, oliveti e bosco attraversiamo il tipico paesaggio del Chianti.

Partenza dalla sede alle ore 8:00.

 

 

 

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16-17 settembre Parco Monte Avic Val D’Aosta

16-17 settembre Parco Monte Avic Val D’Aosta

 BARBUSTEL pdf

Partenza da Campi Bisenzio via Don Gnocchi  ritrovo alle 4:45 partenza alle 5:00

(portatevi il pigiama sul pullman 🙂)

  • Primo giorno: salita al Rifugio Barbustel da Veulla sentiero 5c

Difficoltà: EM  – dislivello salita totale m 950 m circa. – località partenza: Veulla (Champdepraz , AO )  ore 3:30 circa.

Dalla frazione Veulla, dove termina la strada asfaltata proveniente da Champdepraz, imbocchiamo la strada poderale che ci permette di raggiungere le località Magazzino e Serva Désot. Dall’alpeggio imbocchiamo il sentiero sulla sinistra, n. 5C, che, attraversato un bosco di conifere, ci immette sul pianoro del lago di Serva. Dopo aver costeggiato lo stesso sulla destra, si sale ai ruderi dell’alpeggio Serva Damon quindi all’alpe Cousse. Tralasciato il ramo di sinistra, n. 5A, continuare sulla destra, sempre sul 5C, e, tra rocce modellate dai ghiacciai, guadagnamo il rifugio Barbustel, dopo aver lambito il Lago Bianco..

  • Secondo giorno: Barbustel-Gran Lac-Lago gelato-Veulla

Dal rifugio seguire il sentiero (segnavia 5c) che scende nel vallone e tocca sulla destra il Lago Bianco (m. 2.153)   dove maestosa sullo sfondo appare l’intera catena del Monte Rosa, e sulla sinistra il Lago Nero (m. 2.166); il  sentiero prosegue a mezza costa nella parte destra della vallata tra pietraie e sfasciumi fiancheggiando dall’ alto  il Lago Cornuto (m. 2.170) sino a giungere all’ Alpe Pésonet (m. 2.300).  Affrontiamo ora  l’ultimo ripido pendio solcato da una serie di cascate per arrivare al vasto pianoro del Gran Lago (m. 2.485 – 1 ora dal rifugio Barbustel ), il piu’ grande lago naturale della Valle d’ Aosta. Incantevole il panorama sui laghi sottostanti, sul Monte Rosa e sulle cime attorno al lago tra le quali il Mont Glacier la montagna più alta del parco.  Si continua l’anello  con il sentiero 6 passando accanto all’incantevole lago Gelato ,e arriviamo alla ex miniera di magnetite. Poi scendiamo  fino alla località Magazzino  da cui riprendiamo il sentiero 5c fino  a Veulla.  6h circa – 650 m di dislivello complessivi

Variante alpinistica:

Salita sul Monte Avic  

Escursione alpinistica che parte vicino al lago Gelato su tratti non segnati (qualche ometto) con passaggi di primo e secondo grado per salire sulla vetta del MonteAvic. Discesa a Veulla in  direzione magazzino (5c)

VAL FORMAZZA 15/16 LUGLIO

Partenza prevista da via Don Gnocchi ritrovo h.5.15 PARTENZA H.5.30
Arrivo previsto a Riale verso h.12/13.
1°giornio:
Prima di arrivare al previsto paese di Riale, visita se possibile alla cascata del Toce la cascata più alta d’ Europa, dopo la visita alla cascata effettueremo una visita al paese di Riale con piccola sosta per piccolo spuntino prima della salita.
Partenza del gruppo da Riale per rifugio Maria Luisa su sentiero segnato CAI n.26 tempo previsto h.1,30 dislivello 350m in salita.
Arrivati al rifugio occuperemo i posti letto e di seguito effettueremo una piccola escursione ai laghi sopra il rifugio dai nomi Castel e Toggia con 30 minuti di cammino.

2° giorno:
Escursione lunga che tocca il passo San Giacomo su sentiero n.27 CAI con 150m di dislivello tempo h.1,30 all’ altezza del passo si procede in direzione ovest verso la Capanna Corno-Gries (2338m) in Svizzera situata in posizione sopraelevata sulla Val Bedretto. Attraverso il passo del Como e proseguendo lungo l’omonimo lago, si sale verso il passo del Gries. Si tratta di un altro valico di grande importanza storica, utilizzato dai Walzer per raggiungere la Val Formazza dal Vallese (h.3 dislivello 450m in salita).
Dal passo del Gries si scende su ripido sentiero all’alpe Bettelmatt dove viene prodotto il famoso formaggio, dislivello 400m in discesa. Senza deviazione il sentiero porta direttamente al lago artificiale di Morasco nelle cui acque si trova l’antico villaggio Walzer di Moraschg l’insediamento più alto della valle dislivello 350m in discesa attraversiamo la diga sul lago ed andremo a rinfrescarci al rifugio Bimsè dopo la sosta lungo lo stradello ritorneremo al rifugio Walzer di Riale tempo previsto in discesa h.2. dove troveremo il pulmann per il rientro a casa, prevista la partenza tra le h.16/17.

Escursione del 29 – 30 Aprile e 1 Maggio Procida – Ischia – Pozzuoli

ischiapdf

Partenza da via Don Gnocchi ore 05.00 – Arrivo a Napoli verso le 12.00 – Traghetto per Procida ore 12.30 .

1° giorno Procida.

L’isola di Procida è la meno conosciuta fra tutte quelle del golfo di Napoli ma coloro che la visitano di solito se ne innamorano perché ha una sua identità che non si è piegata al turismo di massa e mantiene una sua magnifica originalità . Alcuni suoi scenari sono entrati nell’immaginario turistico anche grazie al cinema : indimenticabili molte scene de “ Il Postino “ di Massimo Troisi .

L’esplorazione inizia dal suo porto , la Marina Grande , dove si trova anche la pro loco che ci può fornire tutte le indicazioni necessarie ma soprattutto il deposito bagagli dove lasceremo i nostri.

Uno dei luoghi più ambito dai turisti è la splendida Marina Corricella , uno spettacolo di case colorate che s’affacciano in modo disordinato e romantico sul mare . Si tratta del Porto dei Pescatori , quello più antico di Procida e dove si respira ancora un atmosfera particolare oltre che essere un luogo speciale per i fotografi . Da non perdere oltre la stradine con le case affastellate una sull’altra , le barche dei pescatori , sia quelle tirate a secco che quelle dentro il porticciolo , le loro reti e la Gradinata del Pennino , un particolare e scosceso vicolo.

Dal punto di vista storico ed artistico il cuore culturale di Procida e determinato dal Borgo di Terra Murata , una cittadella che si trova sulla punta nord-orientale dell’isola . E’ in una posizione sopraelevata , 90 metri d’altezza , e per questo ci si deve arrampicare lungo la ripida salita al Castello che però premia il visitatore con le magnifiche viste sulle case colorate della Corricella .

Il Borgo di Terra Murata è un piacere da passeggiare , ci sono vari scorci interessanti , vie strette , case tipiche procidane , l’Abbazia di San Michele Arcangelo , il Castello D’Avalos e un antico carcere.

Innumerevoli sono le spiagge nonostante i suoi 3,7 kmq. La Spiaggia della Lingua a est del porto di Marina Grande e quella della Silurenza o Spiaggia del Cannone ad ovest sono le prime che si trovano .

Da Procida centro si può accedere alla Spiaggia della Chiaia , una delle più lunghe e famose , mentre nella parte occidentale dell’isola ci sono la Spiaggia del Ciraccio , della Chiaiolella e di Pozzo Vecchio.

2° giorno Ischia – Monte Epomeo e Santa Maria a Monte.

Percorreremo l’antica strada dei montanari che porta da Casamicciola a Forio ad alta quota tra i boschi .

Non è un sentiero facile e soprattutto non è ben segnato , fatto apposta per chi ama l’avventura ed ha un pò di intuito boschivo per trovare la strada . Si parte da Piazza Maio a Casamicciola e si prende via Santa Barbara , una strada asfaltata che conduce a un piazzale-parcheggio ; continuando la strada diventa più stretta e per soli pedoni , superata una zona con alcune case e giardini privati si trova una mulattiera in salita . Da qui la situazione si complica perché trovare il percorso non è semplice.

Non essendo tra i più frequentati non ha segnaletica tranne qualche sporadico e sbiadito segno giallo e per di più è molto ripido e scivoloso in alcuni tratti , poiché la zona è molto umida e la fitta vegetazione impedisce al sole di asciugare il terreno . Superata la salita troveremo un sentiero più agevole e pianeggiante , la strada si fa più dolce , si cammina sotto gli alberi di quercia con un bel panorama sulla destra . Giungeremo a un bivio con due mete diverse , l’Epomeo o Santa Maria a Monte .

Ovviamente imboccheremo il sentiero roccioso , in salita , scosceso e abbastanza difficile per raggiungere la cima ( m. 787 ) per poi tornare indietro e fare la stradina semplice e pianeggiante con tratto finale in discesa , tra i boschi , che ci porta all’Eremo di Santa Maria a Monte e da qui , in qualche modo , rientreremo a Casamicciola .

Per i meno avventurosi proponiamo di raggiungere , con i mezzi pubblici , la frazione Fontana dalla cui piazza centrale parte a destra il sentiero classico che porta all’ Epomeo dove potremo ricongiungerci .

Dislivello 335 m. – E’ obbligatorio indossare scarpe da trekking.

3° giorno Pozzuoli – Trekking urbano e Solfatara.

Da Casamicciola col traghetto raggiungeremo Pozzuoli dove ritroveremo i nostri pullman , sistemeremo i nostri bagagli e raggiungeremo il parcheggio della Solfatara . La Solfatara è una tipologia di vulcano costituita da un campo fumaiolico e caratterizzata dall’emissione di vapori e gas sulfurei .

Quella di Pozzuoli è sicuramente la più conosciuta in Italia. Si tratta di uno dei 40 vulcani che caratterizzano la zona dei Campi Flegrei e che al momento è in uno stato di quiescenza. Essa non è altro che una valvola di sfogo dell’enorme massa di magma sotterranea. Fumarole sulfuree e getti di fango costituiscono la principale attività del grande cratere di forma ellittica chiamata Bocca Grande .

Il costo a persona per la visita della Solfatara è di 6 euro.

Alle 13 incontreremo le guide che ci condurranno al trekking urbano di Pozzuoli ; lunghezza 4 km , durata 4 ore con le dovute spiegazioni , costo 5 euro a persona .

Descrizione :Dal parcheggio si prosegue per via Solfatara ( resti dell’Antico Anfiteatro ) ; Corso Terracciano

( Anfiteatro Flavio , resti del Tempio di Nettuno ); via Celle ( Antica Necropoli ) e via Pergolesi fino ad arrivare nella zona del porto ( Tempio di Serapide ).

L’Anfiteatro Flavio è la terza Arena per dimensioni del mondo romano dopo quelle di Roma e Capua , testimonianza della tecnica straordinaria raggiunta dall’ingegneria antica .

Ha tre ordini sovrapposti , quattro ingressi maggiori e dodici secondari e poteva contenere 40.000 spettatori . Suggestiva è la visita dei sotterranei che mostrano la complessa organizzazione dei servizi per il funzionamento degli spettacoli . Qui , nel 305 d.c. , fu preparato in un primo momento il supplizio di San Gennaro e i suoi compagni ; la condanna fu poi eseguita alla Solfatara . Costo della visita 4 euro .

Il Tempio di Serapide è la testimonianza unica dei quartieri portuali e commerciali di Puteoli , l’antica Pozzuoli , così chiamato perché vi fu trovata una statua della divinità egiziana . In realtà la struttura è uno dei maggiori esempi di Macellum , il mercato dei commestibili eretto tra la fine del primo e gli inizi del secondo secolo d.c.

Alle 17.00 riprenderemo i nostri pullman per tornare a casa .